Diffamazione sui social network e richieste di risarcimento: un fenomeno sempre più frequente

Negli ultimi tempi ci siamo occupati di assistere una cliente che aveva ricevuto due distinte lettere di diffida da parte dei legali di altrettanti personaggi noti del panorama televisivo nazionale, nelle quali venivano contestati alcuni commenti pubblicati su Facebook ritenuti gravemente offensivi.

La vicenda rappresenta un esempio di un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti. Sempre più frequentemente, infatti, personaggi pubblici, società e professionisti si avvalgono di soggetti specializzati nel monitoraggio dei contenuti pubblicati sui social network, al fine di individuare commenti potenzialmente diffamatori, raccogliere la relativa documentazione e risalire all’identità degli autori attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento.

L’esito di tale attività è spesso l’invio di una lettera di diffida con la quale vengono richiesti la rimozione del contenuto, la pubblicazione di scuse e il pagamento di somme anche particolarmente elevate a titolo di risarcimento del danno, con l’avvertimento che, in difetto, potranno essere intraprese ulteriori iniziative giudiziarie.

È opportuno ricordare che i contenuti pubblicati sui social network non costituiscono uno spazio sottratto all’applicazione delle norme dell’ordinamento. Anche un commento scritto su Facebook, Instagram o altre piattaforme può integrare, ricorrendone i presupposti, gli estremi della diffamazione mezzo stampa (quindi aggravata) e dare luogo a responsabilità sia in sede civile sia, nei casi previsti dalla legge, in sede penale.

Ciò non significa, tuttavia, che ogni richiesta formulata all’interno di una diffida debba essere automaticamente ritenuta fondata o che le somme richieste debbano necessariamente essere corrisposte. Ogni vicenda presenta caratteristiche proprie e richiede una valutazione puntuale del contenuto pubblicato, del contesto nel quale è stato diffuso, delle modalità con cui è stata formulata la contestazione e delle pretese avanzate dalla controparte.

Proprio per tale ragione, il consiglio è quello di non sottovalutare una comunicazione di questo tipo, ma, al tempo stesso, di evitare decisioni affrettate, quali il pagamento immediato delle somme richieste o l’invio di dichiarazioni predisposte dalla controparte, senza una preventiva valutazione giuridica della posizione.

Un’analisi tempestiva della documentazione consente infatti di verificare la fondatezza delle contestazioni, individuare la strategia più opportuna e gestire la vicenda nel modo più efficace, anche al fine di prevenire l’instaurazione di un contenzioso.

Lo Studio Niutta & Marchetti Legal Solutions presta assistenza sia a favore di chi riceva richieste risarcitorie per contenuti pubblicati online, sia a favore di soggetti che ritengano di essere stati lesi da commenti diffamatori diffusi attraverso social network o altre piattaforme digitali, offrendo consulenza nella fase stragiudiziale e nell’eventuale successivo contenzioso.

Niutta & Marchetti Legal Solutions

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